L’ordine di scuderia è sempre quello: negare, negare, negare. «Si voterà a scadenza naturale». Certamente. In realtà, la macchina della campagna elettorale, a destra, viaggia già a giri talmente alti che Giorgia Meloni, nel corso degli ultimi vertici con gli alleati a Palazzo Chigi, ha tratteggiato anche il momento e l’occasione delle sue dimissioni: l’idea prospettata a Tajani, Salvini e Lupi è di salire al Colle il prossimo marzo, subito dopo il consiglio europeo che quel mese si terrà eccezionalmente a Roma, per celebrare l’anniversario del trattato che ha sancito la nascita della Cee, la vecchia comunità economica europea, architrave dell’Ue.
L'articolo integrale di Lorenzo De Cicco su Repubblica
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