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L’atroce femminicidio di Lorena, gettata da un viadotto, ha profondamente sconvolto le nostre comunità. Le parole di suo padre Franco, che con grande dignità ha richiamato tutti alla responsabilità e alla necessità di superare ogni divisione politica di fronte alla violenza contro le donne, non possono rimanere inascoltate. È una violenza che riguarda l’intera società e chiama in causa in modo particolare noi uomini. Roma è impegnata da anni nella prevenzione e nel contrasto alla violenza sulle donne, con una rete che oggi conta 14 Centri Antiviolenza, 3 Case Rifugio e 6 case per la semiautonomia. Ma dobbiamo fare di più. Stanzieremo risorse aggiuntive per potenziare le azioni di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne e rafforzare la rete dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio. Dobbiamo inoltre investire di più sulla prevenzione e sulla formazione, a partire dalle scuole, e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, servizi, forze dell’ordine, magistratura, centri antiviolenza e associazioni. Riconoscere tempestivamente le situazioni di rischio e riuscire a intervenire può salvare una vita. Come istituzioni locali chiederemo al Governo e al Parlamento di rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e tutela e di rendere sempre più tempestivi ed efficaci gli interventi quando emergono situazioni di pericolo. La violenza contro le donne è un’emergenza che riguarda tutto il Paese. Alle parole e al dolore devono corrispondere responsabilità, risorse e azioni concrete.

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