Riapre al pubblico l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure che conserva i resti monumentali di un tempio romano di straordinario valore storico.
Secondo una delle ipotesi più accreditate, il tempio sarebbe quello dedicato alle Ninfe e farebbe parte della Porticus Minucia Frumentaria, edificata in epoca imperiale.
L’intervento di restauro ha riguardato il consolidamento e il ripristino dei materiali archeologici, tra cui le colonne superstiti in peperino, interessate da diffusi fenomeni di degrado strutturale e superficiale.
È stato inoltre installato un nuovo impianto di sicurezza e un sistema di illuminazione artistica, finalizzato a valorizzare il sito anche nelle ore serali. Gli interventi hanno consentito di mettere in sicurezza le strutture, migliorandone al tempo stesso la leggibilità e la fruizione da parte del pubblico.
All’interno delle cantine moderne, sotto il palazzo ai civici 3 e 5 di via Celsa, si conservano il muro meridionale e quello orientale della cella, di età flavia. Addossata a quest’ultimo è visibile una sezione del grande basamento in opera laterizia per i simulacri di culto.
All’interno della cella vi dovevano essere due file di colonne poste a poca distanza dai muri laterali, come è possibile desumere da un frammento della Forma Urbis, la pianta marmorea oggi esposta nel Parco Archeologico del Celio.
Restituiamo alla città un luogo di grande valore storico, aggiungendo un nuovo tassello al percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico di Roma.
Il sito è visitabile su prenotazione.
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