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Non è successo niente, non è stato nessuno. A giudicare dalle risposte ufficiali che si ottengono dagli apparati israeliani che hanno bloccato la Flotilla in acque internazionali, trasbordando gli equipaggi su due navi prigione, portandoli ad Ashdod e da lì nel carcere di Ketziot, non ci sono stati maltrattamenti, torture o molestie. Tutto - sostengono - si è svolto secondo le regole e nel rispetto dei diritti. Come già il Servizio penitenziario israeliano, infatti, anche le forze armate ora negano responsabilità. “Respingiamo le accuse di abusi da parte dei soldati durante le operazioni che avevano lo scopo di proteggere il legittimo blocco navale (davanti a Gaza, ndr)”, dichiara a Repubblica l’ufficio del portavoce delle Israeli defence forces. “Gli ordini delle Idf impongono un trattamento rispettoso e appropriato dei partecipanti alla Flotilla a bordo delle imbarcazioni intercettate, e a questo riguardo esistono procedure chiare e consolidate. Alle Idf non risultano episodi specifici che abbiano violato tali procedure vincolanti. Qualsiasi denuncia concreta sarà esaminata approfonditamente”. L’articolo completo del nostro inviato Fabio Tonacci su Repubblica #rep
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