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Il caro vecchio libro di testo, o sussidiario che dir si voglia se parliamo di elementari, è ancora lo strumento più utilizzato per le lezioni in classe e per lo studio a casa. E non teme paragoni perché in aula lo utilizza il 99% dei docenti e per i compiti l’81% di loro. Sul podio resistono pure gli appunti presi dagli studenti e le dispense, gli esercizi o i materiali testuali realizzati personalmente dagli insegnanti. Eppure qualcosa sta cambiando. Sette prof e maestri su dieci usano già strumenti di Intelligenza artificiale nell’attività didattica. Il 74% lo fa per preparare materiali didattici, e il 28% se ne serve tutti i giorni o qualche volta alla settimana. C’è un rovescio della medaglia. Secondo un’indagine dell’Aie (Associazione italiana editori), che ha coinvolto 3399 insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, peggiora la qualità e il tempo dello studio dei ragazzi. Lo dicono due insegnanti su tre. E tra le ragioni principali non ci sono solo la riduzione dei momenti dedicati ai compiti e al ripasso e la crescente difficoltà nell’affrontare testi complessi, ma anche l’uso dell’Ia per svolgere i compiti assegnati a casa. L’articolo completo di Viola Giannoli su Repubblica #rep

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