Una nuova lettera aperta, un nuovo messaggio dettato dal letto del Papa Giovanni XXIII "con voce flebile" dalla professoressa Chiara Mocchi, ferita a coltellate nei corridoi della scuola media Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, nella bergamasca. "Lo faccio perché sento il bisogno di dire grazie - racconta la 57enne docente di francese nella sua lettera - un grazie che sale dal cuore e attraversa ogni battito che ancora oggi posso sentire. Un grazie rivolto a quei donatori Avis anonimi che, senza sapere chi io fossi, mi hanno ridato la vita".
Prosegue Mocchi: "La mattina del 25 marzo 2026, davanti alla mia aula, un mio alunno tredicenne – confuso, trascinato e ‘indottrinato’ dai social – mi ha colpita all’improvviso, ripetutamente al collo e al torace con un pugnale.Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno: E., anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa rischiando la sua stessa vita, ha impedito il peggio".
Su Repubblica l’articolo di Massimo Pisa
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