La donna che gli avvocati si sono trovati di fronte il 29 marzo quasi “non sembrava” Narges Mohammadi, l’indomita Nobel per la pace iraniana rinchiusa nel carcere di Zanjan, nel nordovest dell’Iran da 109 giorni, dopo un “arresto violento” che le ha lasciato ferite sul corpo e sulla testa. Il 24 marzo ha avuto un malore molto serio, con “molta probabilità un infarto”.
Sta “molto male, ci sono rischi per la sua vita”, racconta a Repubblica una delle collaboratrici di Mohammadi, che per ragioni di sicurezza non vuole rivelare la sua identità.
L’articolo completo di Gabriella Colarusso su Repubblica
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