Nel giorno dell’incidente diplomatico al Santo Sepolcro che non ha precedenti e mette in crisi le relazioni tra Israele e il Vaticano, quattro governi europei chiedono a Netanyahu di ritirare il disegno di legge che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi condannati per terrorismo, presentato dal partito sionista religioso Otzma Yehudit (Potere ebraico). […]
La normativa è già stata oggetto dell’allarme degli esperti di diritti umani delle Nazioni Unite. Se dovesse alla fine entrare in vigore, sconfesserebbe anche gli impegni ufficiali assunti dal 2007 in avanti sulle risoluzioni Onu che chiedono una moratoria sulle esecuzioni.
«La pena di morte — prosegue la nota congiunta di Roma, Parigi, Berlino e Londra — è una forma di punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi effetto deterrente. Per questo motivo ci opponiamo, a prescindere dalle circostanze nel mondo. Il rifiuto della pena di morte è un valore fondamentale che ci unisce».
L’articolo completo di Fabio Tonacci su Repubblica
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