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Un milione di euro di risarcimento ai familiari delle vittima, a 8 anni dal decesso e a ben 48 dall'errore medico. Il caso è quello di una donna morta a 65 anni dopo aver speso gran parte della sua esistenza tra cure estenuanti e sofferenze. Colpa, secondo la ricostruzione, di una trasfusione sbagliata avvenuta all'ospedale civile di Massa, con la quale contrasse l'epatite C e, a cascata, un tumore al fegato e uno al seno. Il tribunale di Genova ha fissato il risarcimento a carico del ministero della salute sulla base del lavoro dei consulenti, che hanno indicato la cifra di 1 milione per l'errore medico e la morte della paziente. La causa era stata intentata da marito, figlie, nipoti e sorella della vittima. Secondo quanto emerso, la donna fu sottoposta a un intervento al cuore nel novembre 1978, e nel gennaio del 1979 fu ricoverata per “epatite acuta itterica”, patologia che non le era stata mai diagnosticata in precedenza e che ebbe come evoluzione una forma di epatite cronica Hcv. L'articolo completo di Luca Serranò su Repubblica

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