A una settimana dal cruciale voto in Ungheria potrebbe essere arrivata la “false flag” che molti si aspettavano. Una notizia, cioè, montata ad arte per influenzare il voto, per risollevare l’autocrate ungherese Viktor Orbán nei sondaggi che lo danno una quindicina di punti dietro al rivale Peter Magyar.
La polizia serba avrebbe trovato “due grandi pacchi di esplosivi con detonatori” nella municipalità di Kanjiža, in Serbia, ossia “un paio di centinaio di metri dal gasdotto” Turkstream che trasporta gas dalla Turchia attraverso la Serbia in Ungheria.
Il commento su X del vicepremier e ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski riassume la reazione del resto dell’Europa: “Un timing conveniente e sospetto”. Vari giornalisti ungheresi hanno avvertito nelle settimane precedenti che il Cremlino avrebbe costruito una falsa notizia ad arte per influire sull’umore degli ungheresi, alimentando un clima violento, filorusso e anti-ucraino che ha caratterizzato l’intera campagna di Orbán.
L'articolo completo di Tonia Mastrobuoni su Repubblica
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