Buttafuoco, verrebbe da dire, è tra due fuochi. Entrambi amici. Prima il ministro della Cultura Alessandro Giuli che continua a chiedere nuovi documenti nel tentativo di cogliere in fallo il presidente della Biennale e costringerlo a revocare l’apertura alla Russia che ritorna alla mostra dopo quattro anni dall’invasione dell’Ucraina.
Adesso, settanta tra artisti e curatori che saranno in Laguna e firmano una dura lettera per chiedergli che vengano esclusi tutti i "governi che stanno attivamente commettendo crimini di guerra". Non solo Russia, ma anche Israele e Usa. Paesi che portano avanti "forme crescenti di oppressione sistemica, disuguaglianze e cancellazione, inclusi il genocidio e la pulizia etnica in Palestina, in Sudan e in Myanmar, nonché la violenza dilagante, l’occupazione e la guerra in Camerun, Congo, Cuba, Iran, Kashmir, Libano, Mozambico, Ucraina, Venezuela e in troppi altri luoghi".
L'articolo completo di Sara Scarafia su Repubblica
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