Quando gli iraniani erano riusciti ad abbattere un caccia americano, Donald Trump aveva ordinato ai militari di andare subito a soccorrere il pilota disperso. “I consiglieri avevano tenuto il presidente fuori dalla stanza dove ricevevano gli aggiornamenti sull’operazione minuto per minuto, perché credevano che la sua impazienza non sarebbe stata d’aiuto”.
Così ha scritto il Wall Street Journal, in un retroscena sui giorni più complicati della guerra, intitolato “Behind Trump’s Public Bravado on the War, He Grapples With His Own Fears”. Dunque dietro alla spavalderia che il capo della Casa Bianca mette in mostra ogni giorno nella sfida contro gli ayatollah, ci sarebbero invece le sue paure. Prima fra tutte quella di non uscire dal conflitto con qualcosa che possa rivendicare come una vittoria, aprendo invece la porta ad una sconfitta elettorale nelle elezioni di midterm a novembre, che agita i suoi consiglieri più stretti.
L’articolo completo di Paolo Mastrolilli su Repubblica
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