È un’auto che arriva dalla Campania e lì ritorna. Non è un dettaglio. Ed è dentro quella direzione che oggi gli investigatori cercano il senso dell’attentato. L’utilitaria nera che la notte del 16 ottobre si ferma davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, a Campo Ascolano, non è soltanto il mezzo del commando. È un’azione che parte, colpisce e rientra. Un contesto che spinge con forza verso la pista della camorra.
L'articolo di Giuseppe Scarpa su Repubblica
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