Al vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan abbiamo adottato una dichiarazione congiunta sul contrasto alla migrazione illegale, condivisa dai leader di 33 Stati: www.governo.it/sites/governo.it/files/Dich...
Già al vertice di Copenaghen avevamo individuato linee d’azione fondamentali per perseguire un approccio lungo l’intera rotta migratoria, sottolineando la necessità di agire contro i trafficanti, garantire la solidità dei quadri normativi nazionali e internazionali, accelerare i rimpatri, sviluppare nuove partnership, gestire efficacemente la migrazione a monte e contrastare la strumentalizzazione della migrazione. Concordando sulla necessità di sostenersi reciprocamente in questi sforzi.
Oggi, di fronte ai significativi spostamenti di popolazione in Sudan, nel Corno d’Africa e nell’intero Medio Oriente, queste priorità restano più che mai attuali. Abbiamo quindi deciso - anche sulla base delle lezioni apprese dalla crisi migratoria del 2015 e per evitare una situazione analoga in futuro - di rafforzare il coordinamento su più fronti: condivisione delle informazioni, interventi umanitari mirati, collaborazione con organizzazioni internazionali, dialogo intensificato con i Paesi di origine e di transito, sicurezza e protezione delle frontiere terrestri e marittime, lotta alla criminalità organizzata, regole solide e non aggirabili, accordi efficaci per i rimpatri e un’azione sistemica che utilizzi tutti gli strumenti disponibili per coordinare gli sforzi internazionali e proteggere l’integrità delle nostre frontiere.
Negli ultimi mesi sono stati compiuti progressi concreti, con nuove misure e partenariati e risultati nel contrasto ai trafficanti. Continueremo a lavorare con determinazione sulle sfide migratorie globali, anche in vista del prossimo vertice in Irlanda. L’Italia farà la sua parte, con serietà e responsabilità.
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